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Al Butto della Neve dai Piani di Giffoni

Descrizione:

106B

Notizie generali:

Suggestivo e poco noto sentiero per il Butto (Precipizio) della Neve che consente di raggiungere un selvaggio vallone posto alla base del Ninno, fra i due corpi dell'Accellica, in un orrido strapiombo che come un imbuto accoglie ed accumula le nevi che precipitano dall'alto. I Piani di Giffoni si raggiungono con una strada asfaltata che parte dalla frazione Vassi di Giffoni V.P. Qui passando per una strettoia fra le ultime case, si supera, a destra, un ponticello sul Picentino e dopo un percorso ripido e tortuoso si perviene alla Caserma Forestale, ove termina l'asfalto. In questa strada confluisce anche un altro nastro asfaltato che proviene dalla provinciale per Montecorvino Rovella, nei pressi del Ristorante Prati Verdi. Inoltre, nei pressi del ponticello sito nell'abitato di Vassi inizia un'altra strada che sale diritta ai Piani tenendosi sulla riva orografica destra del Picentino e passa per una piccola centrale elettrica. Trattasi tuttavia di strada assai malagevole per pendenza e fondo. Se non si parcheggia presso la caserma forestale può continuarsi per altri 300 m. su strada sterrata (segnali del S.I.) fino ad un bivio. Proseguire a destra per una stradina meno ampia seguendo il S.I. finché questo lascia la sterrata per una traccia a sinistra. La sterrata procede verso destra prendendo il numero 106B.

Lunghezza Percorso:

1 Km

Tempo di percorrenza:

h 2,00 in salita, h 1,30 in discesa

Presenza acqua:

Assente lungo tutto il sentiero; ci si può rifornire lungo la strada asfaltata, ove si incontrano 5 copiose fontane, oppure al bivio al termine del tratto sterrato, dove un tubo convoglia l'acqua captata nel 2007 dalla sorgente del Lamione.

Percorso:

Dal punto di innesto sul S.I. descritto nelle note generali, il nostro percorso prosegue per la stradina sterrata che risale con un paio di tornanti sul pendio. Dopo pochi metri, si trova il bivio col sentiero 103A che continua a salire verso destra per l'Accellica Sud. Il nostro sentiero prosegue a sinistra per la stradina. Al termine della via scoperta, i segni bianco-rossi invitano ad entrare nel bosco, proseguendo lungo un'evidente traccia, con crescente pendenza. Il sentiero sale a svolte nel fitto bosco di aceri e carpini, ostacolato in qualche punto da grossi alberi caduti. A circa 900 m. di quota, dove i tornanti sono molto vicini al bordo del costone che stiamo risalendo, si apre a sinistra l'intero anfiteatro racchiuso fra le due braccia dell'Accellica, con le cime, l'orrido vallone del Ninno, l'antro della Grotta del Lamione, misteriosa macchia oscura sul bianco di un erta parete di calcare. Appena 200 metri più in basso mormora il Picentino, avvertendoci della sua recente nascita. Il cammino va ripreso lungo un esile sentiero, sotto le pareti occidentali dell'Accellica sud, addobbata di verde e scivolosa falasca e saltellante in prevalente discesa fra piccoli valloncelli che scaricano abbondanti detriti provenienti dall'alto. Prima di raggiungere il fondo del vallone, incastonata su di una roccia, una targa metallica ricorda il 2002 (anno Internazionale della Montagna) ed il ripristino del sentiero a cura della sezione CAI di Salerno. Va ricordato altresì che nel 2005 per le forti piogge e le abbondanti nevicate si verificarono nel vallone rovinose frane e slavine che incrementarono la suggestione ed il carattere selvaggio di questo luogo, reso raggiungibile solo grazie al certosino impegno dei soci del CAI. Dal fondo del vallone, superando con qualche contorsione i colossali alberi sradicati, si comincia a salire lungo un'esile traccia fra i detriti, seguendo i segnali e potendo già ammirare sulla sinistra un primo precipizio. Ed al termine di un ultimo necessario sforzo, salendo dove si può su di un fondo in costante movimento, si giunge al cospetto del fantastico catino del Butto della Neve, ai piedi del quale un cumulo di neve si conserva (quasi sempre) per tutto l'anno, siccome neviera naturale, coibentata da una spessa coltre di foglie, terra e detriti. Lo sguardo corre in alto verso la sommità dell'imbuto, ove si percepisce appena l'azzurro del cielo, perseguendo il sogno della cima, come appartenente ad un mondo irraggiungibile e misterioso. Più concretamente, una data vergata su di una vicina roccia, poco più alta, ricorda il livello massimo raggiunto dall'accumulo di neve, dopo il prodigo inverno del 2005-2006. NOTE: Si sconsiglia di percorrere la seconda parte del sentiero in situazione di abbondante innevamento o vento forte, a causa del rischio di frane e slavine. Poco prima del Butto della Neve, un segnale su una roccia indica sulla destra la partenza del c.d. "Tracciolino del Ninno", ripidissimo e insidioso itinerario semi-alpinistico per gli amanti di imprese d'altri tempi che vogliano raggiungere il Varco del Paradiso per una ambita "Direttissima". Non sono presenti segnali CAI; prevedere casco e set da ferrata per proseguire per una delle due cime dell'Accellica (vedere descrizione sentiero 103), in quanto la discesa per il Tracciolino è decisamente sconsigliata.

Difficoltà:

Escursionistica

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