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Ascensione da Acerno al Polveracchio per la Raianetta

Descrizione:

167

Notizie generali:

Risalita diretta da Acerno del versante occidentale del Polveracchio sino alla gobba della Raianetta e quindi alla cima, con incrocio con gli altri principali sentieri del massiccio. Vari e notevoli sono i suoi aspetti interessanti: la presenza di acque nella prima parte, la ricca vegetazione della seconda, la panoramicità della cima. Il 167 è anche parte finale della Variante Sentiero Italia (V.S.I.) che proviene dal Marzano-Eremita e, attraversata la Valle del Sele, risale il Boschetiello per il sentiero 152 da Senerchia, tocca il Polveracchio per il sentiero 108 e scende ad Acerno per l'itinerario qui descritto. L'inizio del tracciato trovasi a circa un km dal centro abitato, in corrispondenza del Ponte Aiello, lungo la strada che avrebbe dovuto congiungere Acerno a Campagna. Acerno è servita da autobus SITA da Salerno.

Lunghezza Percorso:

6 Km

Tempo di percorrenza:

h 4,30 in salita, 3 in discesa

Presenza acqua:

Sorgente in loc. Acqua Sterricchiata; altre acque possono essere compromesse dalla presenza di animali.

Percorso:

La partenza avviene da Acerno, anzi da quota più bassa del centro del paese, ovvero dal primo ponte che si incontra lungo la strada asfaltata (incompleta) Acerno-Campagna: Ponte Aiello, m. 650. Si scende dal ponte e si traversa il greto del Tusciano per risalire lungo la riva sinistra orografica di un suo affluente, incontrando ripetuti rivi. Notevoli quelli dell'Acqua Sterricchiata e di Femmina Prena (intermittente il secondo). Immersi nel verde delle felci e di altre essenze si risale il vallone fino a spuntare (dopo un'ora) all'aperto sulla strada sterrata che proviene da Bardiglia. Da qui si stacca verso sud un'altra sterrata, sede del sentiero 109 che consente la traversata fino a Campagna. Il nostro sentiero, invece, risale a sinistra sulla costa della Praina, toponimo il cui segreto sta tutto nella E muta, tipicamente napoletana, che dovrebbe essere inserita fra la P e la R, presso a poco così: P(é)raina è Risulta allora chiaro che la P(é)raina è semplicemnte il pero selvatico, in lingua il perastro, di cui non si rinvengono, peraltro, tracce. Si rinvengono invece solo faggi, ricchi e rigogliosi, alternati a morbide coste prative che si affacciano sui tanti canaloni che rigano i fianchi del Polveracchio recando talora ameni rivoli. La mulattiera prosegue regolare per condurre, dopo due ore dalla partenza, alle definitive aperture delle gobbe occidentali del Polveracchio, quota m.1300 circa. Ma la luminosità che appare al di là della dorsale, non inganni e non attragga. Invece di andarsi ad affacciare, occorre svoltare a sinistra per immergersi in canalone tanto oscuro quanto suggestivo. Qui la salita si fa un po' più faticosa puntando tra faggi altissimi ad una selletta trasversale al filo principale della montagna, che si apre con una singolare radura, verde (nella stagione giusta) di piante di fragole e lamponi. E' qui la parte più dura del percorso, che quasi sempre è quella finale. Brusca svolta a destra e risalita verso la dorsale principale. La luce dello scoperto appare lontana ed irraggiungibile, per decisa pendenza e dalle 3 ore di salita che ormai gravano le gambe. Si emerge infine su di una prato morbido e tenero di verde, anche se ancora in salita (qui giunge il sentiero 167A dall'Oasi WWF di Campagna e da "Il Costone"). La cima della Raianetta (m. 1632) richiede infatti ancora qualche sacrificio che sarà ampiamente ripagato dall'ampiezza della visione sulle groppe centrali ed orientali della montagna, sulle cime più prossime dei Picentini, sulla Valle del Sele ed il mare. Nella stagione giusta tappeti di rose montane vivamente purpuree, di ranuncoli gialli, di delicate orchidee completeranno l'incanto. Seguendo la dorsale, si scende ad un piccolo valico con radura, punto di arrivo del 167B dall'Oasi WWF. Proseguendo nei pressi della dorsale, si raggiunge il punto terminale della sterrata di servizio dell'Oasi, con la quale si raggiunge in breve la cima principale del massiccio del Polveracchio (m. 1790), decorata da una croce votiva. In cima troviamo il sentiero 108 (V.S.I., sulla stessa sterrata in direzione est) e il 107, che scende nei boschi verso nord.

Difficoltà:

Escursionistica

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