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Ascensione da Bardiglia al Monte Polveracchio

Descrizione:

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Notizie generali:

Classica risalita del boscoso versante settentrionale del Monte Polveracchio; di qualche impegno per la pendenza finale e per il dislivello. Il territorio di partenza è quello di Acerno, raggiungibile con i bus di linea della SITA. L' inizio del tracciato trovasi a 3,3 chilometri circa dal centro abitato

Lunghezza Percorso:

2 Km

Tempo di percorrenza:

h 4, in salita, 3 in discesa

Presenza acqua:

Al Piano Bardiglia ed alla sorgente del Savuco.

Percorso:

Lasciata la strada Acerno-Piano del Gaudo, poco dopo il Ponte Pinzarrino (vedi sentieri 114A e 114B), si discende, eventualmente ancora in auto, fino al Piazzale di Bardiglia, facendo attenzione ad una cunetta trsversale con acqua. Dal piazzale, chiuso da alcuni blocchi, prendere verso est per guadagnare l'inizio vero e proprio del sentiero (breve scalinata in terra e tronchi) che risale lungo la rive orografica destra del canalone di Bardiglia. Dopo circa un'ora si perviene alla radura della sorgente del Savuco, che trovasi sulla sinistra, in basso, protetta da una costruzione cementizia. Si risale quindi sempre in direzione est prima presso un piccolo letto fluviale (cascatella a destra) e quindi su di una costa ghiaiosa. Presto il tracciato diventa una normale mulattiera immersa nella vegetazione e si sviluppa, curva dopo curva, volgendo in prevalente direzione sud est. Lo scenario è quello tipico dei monti Picentini: ampie faggete si alternano a piccole radure; la luce e l'ombra giocano con la vegetazione; il sottobosco, rigoglioso e tenero di verde, sembra luminoso a propria volta; l'azzurro risplende al di là delle chiome più alte degli alberi . A quota 1350, il sentiero si restringe e si impenna decisamente verso sud, lasciando la mulattiera. Ai colori vivi del precedente tracciato segue qui il prevalente tono bruno del ripido spallone sommitale, che si risale zigzagando. I faggi diventano grami e contorti, denunciando i rigori della neve invernale; non mancano però negli apici dei canaloni piazzole ancora verdi. Il cielo, non più visibile per la pendenza del costone, alla fine riappare improvviso e preannuncia la dorsale, sulla quale, dopo un ultimo strappo, finalmente si emerge dal bosco sulla cima del M. Polveracchio (m. 1790, Croce votiva). La prospettiva panoramica è ampia ed aperta ad est sulle valli del Sele e del Tanagro, con il retrostante gruppo del Marzano Eremita. A mezzogiorno gli Alburni e quindi il golfo salernitano; ad ovest i Monti Lattari; alle spalle, verso nord, l'Accellica ed il Cervialto.

Difficoltà:

Escursionistica

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