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Vallone dell'Infrattata

Descrizione:

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Notizie generali:

L'Infrattata è il principale affluente del Picentino e, come esso, nasce dalle pendici dell'Accellica. Il percorso qui descritto segue il vallone dall'alto nella sua prima parte, per poi attraversare in più punti il corso d'acqua ed i suoi subaffluenti. Il tutto si svolge in un ambiente solitario e selvaggio, tra strapiombanti pareti verdi ridondanti di vegetazione, suggestive forre, salti e cascatelle. La meta finale è il Varco del Pistone che mette in comunicazione il nostro sentiero con il n. 169 e con il bacino del Sabato. La partenza avviene da Vassi, frazione di Giffoni V.P: raggiungibile con autobus SITA, ma da tale località occorre percorrere ancora 2,8 km di asfalto lungo il Picentino, fino ad una piccola centrale elettrica in località Cocchiaduro, alla confluenza dell'Infrattata nel Picentino.

Lunghezza Percorso:

5 Km

Tempo di percorrenza:

h 3,30 in salita, h 3,00 in discesa

Presenza acqua:

Fonte intermittente nella prima parte del percorso (loc. `N terra `o ceraso); al Fontanone in occasione del primo attraversamento; l'attingimento al torrente non è consigliabile per la presenza di animali.

Percorso:

Dalla fraz. Vassi di Giffoni V.P. si prosegue lungo la strada asfaltata che costeggia il Picentino per circa 3,5 km, fino all'ultimo ponte. Girando a destra si imbocca la strada sterrata che mena ai piani di Giffoni. Dopo 50m, sulla sinistra inizia il sentiero (nascosto da cespugli, attenzione al segnale) che si inerpica lungo un tracciato pietroso non agevole diritto su per la montagna. Dopo circa 40 minuti si perviene alla cimetta più meridionale della Serra Figliorito, ove trovasi la condotta forzata dell'Enel che, captate le acque dal Vallone, le scarica fino alla centralina sottostante. La Serra Figliorito separa il Vallone dell'Infrattata (a sinistra) da quello del Picentino. Poco dopo vi è l'incrocio col sentiero 106A. Il nostro percorso prosegue invece a sinistra a quota costante lungo lo stradello di servizio Enel realizzato su tavelloni cementizi., con prevalente apertura e visione sulle pareti verdi e precipiti dei M. Licinici e di Punta di Tormine. Allietano il cammino una fonte (intermittente) e suggestive forre scavalcate da ponticelli. Presso una di esse si erge un monumentale ciliegio selvatico. Singolare una sorta di grotta mista di muschio e calcare. Il percorso lastricato termina presso una staccionata a sinistra che segna una breve discesa in un'altra forra. Si risale, ma il corso d'acqua che prima vedevamo lontanissimo nel fondo del vallone è ormai vicino. Presso un ponte un bivio: risalendo diritto si raggiungerebbe il ramo destro (per chi sale) dell'Infrattata; il nostro percorso impone invece una decisa conversione a sinistra. Poco dopo termina lo stradello di servizio nei pressi di una piccola chiusa. Si prosegue per (malagevole) discesa nel torrente e risalita sul versante opposto. Qui si prende un evidente sentiero che mena al Fontanone verso sud. Noi dobbiamo invece risalire a destra verso nord con un sentierino più ripido, con tornanti. A quota 600 circo un piccolo valico che prelude alla discesa nella segreta conca del Nocelleto, ove vegetano noccioli inselvatichiti e residuano muri a secco in disfacimento. Acqua sul fondo, anzi i corsi sono due , quello di sinistra più cospicuo e quello di destra più povero. Il sentiero scompare, ma risalendo presso il margine del rivo di sinistra in direzione ovest riguadagneremo una traccia evidente ed avremo modo di ammirare piccoli salti su rocce violacee lisce e convesse, appena velate (nella stagione secca) dall'acqua. La salita reca ad un trivio presso il quale occorre curvare decisamente a destra con direzione nord-est per affrontare una salita abbastanza ripida. La strada, sempre immersa nella vegetazione, successivamente si allarga e si spiana in corrispondenza del letto ormai asciutto del fiume. La risalita finale al Varco del Pistone (q. 830) impone però un ultimo strappo. Qui troviamo il sentiero 169, che a sinistra conduce a Porta di M. Diavolo e alle miniere di ittiolo e a destra al Varco dell'Arena, dove incrocia il S.I.

Difficoltà:

Escursionistica

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